Champions League

Napoli fuori a testa alta, ma c’è da lavorare sul gioco: il Barcellona è atteso dal Bayern

Napoli 2018/2019 - Foto Roberto Dell'Olivo

La squadra di Gattuso esce a testa alta dalla Champions nonostante la sconfitta di Barcellona per 3-1. Inizio targato Napoli con Mertens che colpisce un palo. Poi è monologo blaugrana: segna Lenglet, raddoppia Messi che si procura anche il rigore del 3-0 trasformato da Suarez. Nel recupero del primo tempo Insigne accorcia sempre su rigore. Nella ripresa il Napoli ci prova ma il Barça si difende bene e stacca il pass per i quarti di finale: sfiderà il Bayern.

Durante i primi 45′, l’arbitro Cakir ha fatto ricorso al VAR in ben 4 occasioni, ma lo strumento tecnologico non sempre è sembrato indirizzare l’arbitro verso la decisione migliore. Al 10′ vantaggio di Lenglet, il VAR conferma nonostante una spinta piuttosto evidente del francese su Demme. Al 23′ raddoppio Barça con una straordinaria giocata di Leo Messi, che salta Mario Rui, Insigne, Koulibaly e deposita alle spalle di Ospina. Al 30′, il VAR annulla la seconda rete della Pulce per un mani quasi impercettibile prima del gol, mentre al primo minuto di recupero richiama Cakir a un infinito on field review per l’assegnazione del rigore a favore del Barça per fallo evidente di Koulibaly su Messi. E Luis Suarez non sbaglia dagli 11 metri. Sul ribaltamento di fronte, la tecnologia conferma a Cakir il fallo di Rakitic su Mertens nell’area blaugrana: rigore e Insigne che segna il gol della speranza, quello del 3-1.

Nei primi 10 minuti del secondo tempo è quasi un assolo partenopeo, ci provano prima Insigne e poi Koulibaly, ma il risultato continua a restare inchiodato sul 3-1 nonostante i cambi spregiudicati di Gattuso che al 70′ passa al 4-2-3-1. Nel finale di partita la squadra azzurra ha un sussulto d’orgoglio e si fa vedere con più convinzione dalle parti di Ter Stegen: Milik segna di testa su cross di Mario Rui, ma l’arbitro annulla giustamente per fuorigioco. Pochi secondi dopo Lozano colpisce la base del palo su cross di Politano. Il Barça è alle corde, ma nonostante tutto la linea difensiva di Quique Setien regge fino alla fine.

Al Barcellona basta dunque un tempo per spegnere i sogni di gloria del Napoli: troppo ampio il divario tecnico fra le due squadre. Piuttosto che parlare di blackout partenopeo, dal decimo al quarantesimo minuto bisogna parlare dei catalani che sembrano finalmente giocare un calcio degno del loro nome. L’avvio dei partenopei, con gli ennesimi legno stagionali (dopo averne colpiti ben 23 all’interno del campionato), aveva un po’ illuso tutti, facendo immaginare una gara più equilibrata. Sono durati solo 10 minuti però gli azzurri, che hanno presto ceduto campo e gettato le armi. Nella seconda frazione il Barcellona controlla con calma ed esperienza partita e risultato, con gli azzurri che provano a macinare gioco, ma il possesso palla è sterile e non produce poco di buono tranne che nel finale di gara. In campo ci sono 21 calciatori più “il piccoletto”, che, come disse Guardiola, se decide di vincerla non ce n’è per nessuno. Messi ha giganteggiato sulla difesa azzurra, e il suo gol è un manifesto di come i suoi piedi possano sempre creare gioielli dal nulla nonostante l’incessante avanzare del tempo.
Si chiude dunque in un vuoto e malinconico Camp Nou una stagione lunga e dimenticabile per il Napoli, che si concede l’ultima serata di Champions da qui a un anno. La strada per tornare a giocare queste gare è ancora lunga: le possibilità di ritorno passerà gioco forza dal mercato e dal lavoro di Gattuso, che deve velocizzare e concretizzare il suo sterile gioco di posizione. Ovvero quello che, giocata del campione a parte, è mancato oggi ai partenopei per battagliare seriamente per i quarti di finale: ci voleva ben altro per espugnare un campo inespugnabile da 35, ora 36, partite in Champions League.

SportFace