Champions League: Klopp fa sognare Liverpool, ancora un flop del Barcellona

Anfield Road al tramonto, FOTO Ruaraidh Gillies VIA CC 2.0

Ne servivano quattro, sono arrivati. E qualcosa fa pensare che se ne fossero serviti sette, i Reds ne avrebbero potuto segnare anche otto. Ad Anfield Road va in scena il nuovo gioco di prestigio del mago Klopp e la vittima è un Barcellona che ancora una volta, piuttosto, è un flop e si sfalda completamente al ritorno dovendo difendere un risultato estremamente vantaggioso. Del resto, a Liverpool tutto può succedere, anche che una squadra priva di due attaccanti titolari come Firmino e Salah possa anche solo pensare di ribaltare quel 3-0 tanto duro quanto ingeneroso subito all’andata. Può succedere, per esempio, che Origi firmi un’incredibile doppietta in una semifinale di Champions League, e che il gol della qualificazione arrivi in un modo tanto incredibile quanto beffardo per una squadra, quella ospite, che mentalmente e tecnicamente non sembrava -almeno nelle riflessioni della vigilia – potesse subire così tanto la pressione portata dai Reds in un inizio di secondo tempo da favola.

KLOPP DISEGNA L’IMPRESA – Jurgen Klopp si fa beffe delle analisi e dei pronostici e si conferma ancora una volta uno dei migliori allenatori del decennio. Mai eliminato in un doppio confronto in Champions League, riesce ad alimentare questa statistica anche dopo aver subito un 3-0 per nulla meritato il primo di maggio. Lo fa attraverso il gioco, l’intensità, ma soprattutto curando la mentalità dei propri calciatori, anche quella di alcuni panchinari di lusso che stasera sono stati chiamati in causa e hanno risposto alla grande. Wijnaldum in questa stagione ha pian piano visto diminuire il proprio minutaggio e all’andata era stato tra i protagonisti in negativo, schierato da falso nueve e apparso un pesce fuor d’acqua. L’olandese stasera si accomoda ancora una volta in panchina, ma viene scelto dall’allenatore tedesco già a inizio ripresa, nel ruolo più congeniale di mezzala. Ed è partendo dal cuore del campo che arriva la strepitosa doppietta che in meno di cinque minuti sposta la geografia europea, avvicinando Liverpool a Madrid più di quanto non lo sia Barcellona. Prima e dopo ci pensa Origi ad aprire e chiudere una serata storica, cominciata con un errore clamoroso della difesa blaugrana e terminata allo stesso modo, e con il belga a colpire una squadra che viene ferita ancora una volta a un anno di distanza dall’incredibile rimonta subita dalla Roma. E c’è un altro filo diretto a unire queste due rimonte epiche, vale a dire Alisson, che un anno fa difendeva i pali della Roma contribuendo sensibilmente allo storico 3-0 dell’Olimpico e che stasera ha tenuto a galla i suoi a cavallo tra primo e secondo tempo con due parate strepitose.

SALDARE I CONTI – Ma al di là dei demeriti di Messi e compagni, questa è la notte che restituisce al Liverpool tutto quello che il destino aveva tolto loro nelle ultime settimana: la Premier, ormai però nelle mani del Manchester City, e per un solo punto, e la finale di Champions, dopo il 3-0 del Camp Nou di sei giorni prima che sembrava aver reso il ritorno una formalità per i catalani. Se il campionato inglese non è più nelle mani dei Reds a 90′ dal termine, il Wanda Metropolitano diventa realtà dopo la rimonta da urlo di stasera. Dal primo maggio al primo giugno, in un mese si sta ribaltando il mondo: vincere a Madrid sarebbe il coronamento di alcune grandi stagioni sia per il club inglese che per Jurgen Klopp, finalista perdente in altre due occasioni tra cui l’ultima edizione e in una terza finale, in questo caso di Europa League. E i conti col destino, a lungo come a breve termine, sarebbero saldati con gli interessi.

LEGGENDA LIVERPOOL. MA IL MITO DEL BARCELLONA NON ESISTE PIU’