C’era una volta il grande Barcellona

Barcellona 2017-18 - Foto Antonio Fraioli

Dal Bayern… al Bayern. La crisi del Barcellona è iniziata proprio in quella notte di agosto, teatro dell’incredibile 8-2 in favore dei bavaresi. Da quel momento sono iniziate ad uscire fuori le prime, grandi difficoltà di una società che da anni dominava in campo e non solo.

L’ultima sconfitta ha forse messo fine anche sul campo al progetto Blaugrana. Non tanto per lo 0-3 interno, passivo molto meno pesante rispetto a quello di Lisbona circa tredici mesi fa, ma per il modo passivo in cui è arrivato, in una gara che doveva sapere di rivincita, filata invece via in un clima di calma piatta.

Martedì inoltre è arrivata la prima sconfitta dei Blaugrana nella gara di esordio della Champions League dal lontano 1997-98, anno in cui tante delle nuove speranze di questo Barca non erano ancora nate. Quella con il Bayern inoltre è la terza sconfitta consecutiva casalinga in Europa – dopo quelle con Juventus e Psg nella scorsa edizione – dato allarmante se si pensa che prima dello 0-3 subito dai bianconeri nello scorso dicembre, si arrivava da una striscia d’imbattibilità interna che durava da ben 35 gare, ovvero dal 18 settembre del 2013.

Sarebbe scontato riassumere tutte le difficoltà con una parola: Messi. L’addio dell’argentino ha solamente accelerato il processo. Emblematico il fatto che per tesserare i nuovi acquisti, giocatori storici come Piquè, Sergi Roberto e Busquets si siano dovuti abbassare lo stipendio.

Un altro capitolo a parte è la gestione tecnica. Koeman, è ormai da mesi un corpo estraneo, rimasto alla guida della squadra solamente per non aver uno stipendio pesante in più da pagare. Il problema dell’allenatore si aggiunge al non essere riusciti a vendere tantissimi elementi ormai ai margini dando via nell’ultimo giorno di mercato Griezmann. Il suo sostituto, Luuk De Jong, è un altro segnale di una confusione senza fine.

Come sempre c’è da giocarsi il jolly dei giovani, ma non tutti sono i Pedri e gli Ansu Fati della situazione. Inserire determinati giocatori in un contesto vincente, fatto di campioni ha effetti positivi per la crescita, buttare dentro all’arrembaggio ragazzi, ancora non pronti, quando si sta soccombendo nettamente contro significa essere arrivati praticamente alla canna del gas.