Viaggio nel mondo Lille, dove si cambia per vincere

Stade Metropole di Lille - Foto di Liondartois CC BY-SA 3.0

Ripartire con un trofeo. Questo era l’obiettivo in casa Lille, dopo l’ennesima estate di rifondazione. Perché se per gli altri può sembrare assurdo cambiare quando tutto gira bene, in casa Lille è consuetudine.

Supercoppa di Francia conquistata ai danni di un Psg, seppur decimato, e primo trofeo per il nuovo tecnico Gourvennec, l’uomo che ha dovuto ereditare il pesante trono di Galtier.

L’allenatore ex Saint Etienne, è arrivato a gennaio 2018 per risollevare una squadra a 3 punti dalla zona retrocessione conquistando prima la salvezza, poi la qualificazione in Champions League ed infine la Ligue 1 vinto tra lo stupore generale lo scorso 23 maggio.

Nonostante il titolo, il contratto in scadenza non è stato rinnovato e dopo Campos, se ne va il secondo artefice di questo miracolo. Sì perché a gennaio, con il cambio della società (sì da quelle parti non si sono fatti mancare nulla in quest’ultimo anno), il ds Campos, colui che scoprì Mbappe al Monaco, ha salutato tutti dopo una serie di capolavori.

Restando solo agli ultimi tre anni, sono andati via i pezzi più pregiati come Pepè all’Arsenal e Osimhen al Napoli per un incasso di oltre 150 milioni ma anche altri giocatori fondamentali come Rafa Leao, Victor Mendes e Gabriele Maghalaes. L’idea di un trading esasperato, anche per una situazione economica del club deficitaria, non è stata abbandonata neanche per la stagione in essere. La cessione della saracinesca Maignan al Milan, 20 clean sheet nel 2020-21, quella del mediano Soumarè al Leicester ed il probabile addio del compagno di reparto Renato Sanches, rilanciato in Francia dopo la crisi post Bayern Monaco, non intaccheranno la qualità della squadra.

Si ripartirà da quell’idea di 4-4-2 molto moderno messo in campo da Galtier, sfruttando il potenziale di quei talenti, portati negli ultimi anni da Campos, in attesa della definitiva esplosione come David, Ikonè e Yazici senza dimenticare due futuri crack in rampa di lancio come Weah Jr e soprattutto Lihadji, perché è giusto vincere ma senza dover mai abbandonare la propria filosofia.