Tragedia dell’Hillsborough: l’orologio di Anfield ricorda ancora i 96 morti

Anfield Road Liverpool - Foto Ivan PC CC-BY-SA 2.0

Il 15 aprile 1989 a Sheffield, durante il match di Fa Cup tra Liverpool e Nottingham Forest, 96 supporter muoiono schiacciati in una ressa, a causa della disorganizzazione della polizia e dell’eccesso di tifosi all’interno dell’Hillsborough Stadium.

Le due squadre si giocano, in campo neutro, l’accesso alla finale di Fa Cup, la coppa d’Inghilterra. Sono le 14.30 e a 30 minuti dall’inizio della semifinale, migliaia di tifosi dei Reds attendono ancora di poter passare i tornelli per andare nei settori 3 e 4, a loro riservati. Sezioni che, si scoprirà successivamente, hanno una capienza inferiore a 2mila posti, molti meno rispetto ai tifosi presenti allo stadio. Alle 14.45 è già tutto esaurito ma la maggior parte delle persone è ancora fuori dallo stadio. Qualche minuto dopo, allora, per facilitare e velocizzare l’ingresso delle persone, la polizia decide di aprire un altro cancello: il Gate C, quello che in realtà serve per l’uscita. Questi tifosi, però, trovando la loro parte di stadio già piena, schiacciano quelli già presenti spingendoli inevitabilmente verso le recinzioni che separano gli spalti dal campo. Reti divisorie che, tra l’altro, sono molto resistenti visto che i campi erano stati dotati di barriere “anti-hooligan”.

Il match è iniziato da pochi minuti e in campo nessuno si accorge di nulla. Alle 15:06 la situazione è fuori controllo e un poliziotto fa notare all’arbitro che dei tifosi stanno entrando in campo. Si pensa, però, a un tentativo di invasione degli hooligans e le forze dell’ordine li respingono indietro, peggiorando la situazione. Le vie di fuga continuano a rimanere chiuse e soltanto dopo ci si accorge che in molti sono gravemente feriti, altri già morti. Quel pomeriggio, 94 persone muoiono schiacciate e soffocate, mentre  un altro ragazzo muore qualche giorno dopo in ospedale e l’ultima vittima perde la vita nel 1993, dopo quattro anni di coma. Sono 96 le vittime dell’Hillsborough e ad Anfield l’orologio è ancora fermo sulle 15.06, in memoria dei tifosi dei Reds morti in quella che, tuttora, viene considerata la più grande tragedia dello sport inglese.

L’autore: /

A 6 anni i primi calci a un pallone, a 12 le prime pedalate in sella a una Bianchi e non ci è voluto molto a capire che quelli erano i miei due mondi e che avrei dovuto raccontarli, scrivendo i gol dei campioni e le imprese degli eroi su due ruote. A 20 anni mi ritrovo a studiare presso la facoltà di Scienze della Comunicazione a Bologna