Boca Juniors, De Rossi: “Sarei rimasto a Roma. Ma qui mi sento a casa”

Daniele De Rossi Daniele De Rossi - Foto Antonio Fraioli

Se la Roma mi avesse offerto un contratto, sarei rimasto lì. Ma ho dovuto prendere una decisione e quella di venire qui al Boca Juniors è stata la migliore che potessi prendere. Qui mi sento a casa. I tifosi avversari che incontro in strada mi rispettano, compresi quelli del River. Sono venuto qui per giocare a calcio e non per fare la guerra“. Daniele De Rossi ai microfoni di Tyc Sport parla del primo periodo con la maglia del Boca Juniors dopo l’esordio assoluto (condito da un gol) e quello alla Bombonera, con tanto di vittoria per 2-0 sull’Aldovisi.

Il centrocampista, ribattezzato ‘Tano’ come molti italiani in Argentina, gradisce il suo soprannome ma ci tiene a ribadire: “Qualcuno mi ha detto che il termine viene da napoletano ma io sono romano, dovrebbe dire ‘mano’ – ha scherzato – ‘Tano’ mi piace comunque anche se in Italia tutti mi chiamavano Lele, diminutivo di Daniele“.

C’è spazio per un’analisi della rosa del Boca: “Ci sono molti calciatori giovani, come Capaldo, Campuzano, Almendra e Reynoso che è un fenomeno anche se non ho ancora capito in quale posizione gioca. Ho bisogno di tempo per ambientarmi al calcio argentino, qui lo stile di gioco è molto rapido“. 

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio