NBA Playoff 2019: Curry e Green risollevano i Warriors in gara-3, le Finals sono a un passo

Draymond Green, Golden State Warriors - Foto Keith Allison - CC-BY-SA-2.0

La notte italiana di domenica 19 maggio ha visto in scena lo svolgersi di una partita dei playoff NBA 2019. Come in gara-2 i Blazers sprecano un altro grosso vantaggio, stavolta di 18 punti (60-42 a 2:28 dalla fine del primo tempo). Gli uomini di Stotts vengono triturati poi nel terzo quarto, dove segneranno solo 13 punti contro i 29 dei Warriors. I mattatori di serata sono Stephen Curry (36 punti con 6 triple) ma soprattutto Draymond Green (tripla-doppia da 20 punti, 13 rimbalzi e 12 assist). Deludono McCollum e Lillard (42 punti complessivi con 12 su 38 dal campo), mentre si distingue Meyers Leonard (16 punti con 6 su 12 dal campo). I Warriors sono ora a una sola vittoria dalle quinte Finali NBA consecutive.

I RISULTATI

IL TABELLONE

 

Portland Trail Blazers-Golden State Warriors 99-110 (Warriors in vantaggio 3-0, HIGHLIGHTS)

Nella lingua inglese si utilizza l’espressione “more of the same” per quello che noi indichiamo come “il solito” quando ordiniamo al bar di fiducia. Gara-3 tra Portland Trail Blazers e Golden State Warriors ha dato quest’impressione, seguendo uno spartito che negli ultimi cinque anni abbiamo imparato fin troppo bene. I Blazers hanno disputato un ottimo primo tempo spinti dalla forza della disperazione, toccando anche il massimo vantaggio sul +18 in un secondo quarto da 37 punti con Meyers Leonard (schierato in quintetto al posto di Enes Kanter) miglior marcatore di squadra con 13 (diventati 16 alla fine, suo massimo in carriera ai playoff). Poi però è arrivato il terzo quarto degli Warriors che tutti hanno imparato a conoscere e a temere in questi anni: Curry ha segnato 10 dei 29 punti dei campioni in carica nella frazione, ma la vera differenza l’hanno fatta in difesa, dove hanno concesso solo 13 punti agli avversari tenuti a 5 su 18 dal campo con 4 palle perse. L’ultima frazione è stata, anche qui, “more of the same”: Portland non è andata oltre a 20 punti segnati con 7 su 21 al tiro, ma soprattutto non è riuscita a contenere uno Steph Curry da altri 11 punti (36 alla fine) per tenere la partita in bilico fino all’ultimo, crollando ancora una volta nella seconda metà di gara. Nelle riprese delle tre gare disputate, infatti, il differenziale è di +55 per i campioni in carica (+13 in gara-1, +18 nel secondo episodio e +24 stanotte), sfruttando le migliori condizioni fisiche e la distribuzione più equa del minutaggio, riuscendo a sopperire anche al problema al polpaccio sinistro che ha tolto Andre Iguodala dalla contesa a metà terzo quarto.

Anche senza il miglior difensore perimetrale della squadra i campioni in carica sono riusciti a mettere la museruola a Damian Lillard e C.J. McCollum chiudendo la partita con Alfonzo McKinnie e Jordan Bell in campo, due giocatori che nella serie contro Houston non erano praticamente mai stati utilizzati. A guidare la truppa tanto ci ha pensato il solito favoloso Draymond Green, che ha chiuso con la settima tripla-doppia in carriera ai playoff da 20 punti, 13 rimbalzi e 12 assist con 4 recuperi e una stoppata, seguito dai 19 di Klay Thompson che ha messo il punto esclamativo a gara-3 con una stoppata in chasedown su Evan Turner quando i suoi erano già sul +11 a pochi minuti dalla fine. È anche su questi particolari che si fonda una dinastia, trovando risorse utili da ben sei riserve che hanno chiuso con almeno un canestro a referto. Alla fine i punti della panchina sono 33: gli unici a non aver segnato sono stati Andrew Bogut (2:37 sul parquet) e Damian Jones, che lo ha sostituito nel quintetto titolare rimanendo però in campo solamente per 3:17 (autore di tre falli con -5 di plus-minus). La difesa di Golden State è riuscita ancora una volta a negare l’area agli avversari, tenendoli a soli 30 punti nel pitturato (contro i 46 segnati dai campioni in carica) e costruendo ben 21 punti in contropiede contro gli 8 degli avversari, vincendo anche a rimbalzo (49 a 41) e commettendo solo tre palle perse in più (14 contro 11), sfruttando anche i 13 errori ai liberi degli avversari (20 su 33). Ora le quinte Finali NBA consecutive sono a una sola vittoria di distanza: riuscirci subito significherebbe guadagnarsi nove giorni pieni di riposo prima dell’inizio dell’ultima serie, guadagnando ulteriore tempo per recuperare i vari Durant, Cousins e Iguodala. Non che a questa squadra servano per vincere questa serie, verrebbe da dire.

Prossima partita: martedì 21 maggio, al Moda Center di Portland per Gara 4.

 

Tutti i risultati di domenica 19 maggio:

Portland Trail Blazers-Golden State Warriors 99-110