NBA 2019/2020: la presentazione del roster degli Orlando Magic

Aaron Gordon - Foto Keith Allison CC-BY-2.0 Aaron Gordon - Foto Keith Allison CC-BY-2.0

Tra le vere sorprese della prossima annata NBA potrebbero esserci gli Orlando Magic di coach Steve Clifford. Dopo sei anni di astinenza dai playoffs la stagione regolare 2018/2019 si è chiusa al settimo posto nella Conference. Dopo l’inizio di stagione al di sotto delle aspettative l’incremento netto delle prestazioni difensive e del rendimento della squadra post All-Star Game ha fornito l’accelerata decisiva nella corsa ai playoffs, ai danni di Charlotte e Miami. In una Eastern Conference sempre più povera di All-Stars e sulle ali dell’entusiasmo per il cammino intrapreso lo scorso anno, i Magic possono riconfermare senza eccessiva preoccupazione il piazzamento nei playoffs, complice un’accurata campagna estiva e una squadra giovane ma promettente.

LA PRESENTAZIONE DI TUTTE LE ALTRE SQUADRE

RECORD 2018/2019: 42-40, eliminati 4-1 al primo round dei playoffs dai Toronto Raptors.

ARRIVI: Al-Farouq Aminu (free agency), Chuma Okeke (Draft).

PARTENZE: Timofey Mozgov.

PROBABILE QUINTETTO 2019/2020: Augustin, Fournier, Isaac, Gordon, Vucevic.

PANCHINA 2019/2020: Fultz, Carter-Williams, Ross, Magette, Iwundu, Aminu, Birch, Okeke, Bamba.

La stella è il montenegrino classe 1990 Nikola Vucevic, free agent riconfermato a giugno con un quadriennale da 100 milioni di dollari. Centro di grandissima affidabilità ed esperienza: in 80 gare disputate nella sua stagione da All-Star ha collezionato 20.8 ppg, catturato 12.0 rpg e fornito 3.8 apg. Alla già nota qualità in post medio-basso, con l’abilità di gestire bene il pallone con entrambe le mani, ha portato avanti nella scorsa stagione il miglioramento già avviato nel tiro da tre (36.4% da tre con 2.9 tentativi a partita), nelle letture e nelle assistenze, imponendosi a tutti gli effetti come uno dei centri più pericolosi nella metà capo avversaria. Notevoli inoltre i passi avanti in difesa per lui, soprattutto in copertura sul pick and roll e nella volontà di affrontare l’avversario sulla linea del perimetro, nonostante i 213 cm di altezza e la scelta disegnata di difendere quasi sempre in drop.

Una seconda conferma importante è stata quella del free agent Terrence Ross, guardia da 13.4 ppg partendo dalla panchina con 42.8 % dal campo e il 38.3 % dall’arco. Una stagione chiusa in crescendo per il tiratore proveniente dall’Università di Washington, vista anche l’assenza di grandi realizzatori dal perimetro per i Magic. Reduci da una discreta stagione e riconfermati anche la guardia Michael Carter-Williams, che coach Clifford descrive come “uno dei migliori difensori perimetrali della lega”, e il centro della nazionale canadese Khem Birch con il suo atletismo e un potenziale difensivo ancora da esprimere in pieno. Consolidato poi il nucleo formato Evan Fournier, Aaron Gordon, Jonathan Isaac, D.J. Augustin, Mo Bamba e Wes Iwundu, tutti elementi in piena crescita nel finale di stagione e pronti a riprendere il cammino con lo stesso spirito guerriero che ha guidato i Magic nella corsa ai playoffs. Un innesto di considerevole valore che alzerà senza dubbio la qualità sotto canestro tra le seconde linee, sarà quello di Al-Farouq Aminu: il cestista di origine nigeriana sarà una delle riserve pregiate dei Magic, con nove anni di esperienza NBA alle spalle.

Anima di questi Magic da cinque anni è l’ala grande Aaron Gordon: pura potenza, saltatore straordinario, fattore su entrambi i lati del campo e difensore solidissimo dalle gambe rapide. In sostanza, è un giocatore più maturo, capace di utilizzare meno palloni in attacco mantenendo alta la sua efficienza con notevoli sviluppi nelle sue letture specialmente in punta e in transizione, mostratosi anche capace di giocare il P&R da portatore di palla. La ventunenne promessa della scorsa stagione Jonathan Isaac sarà con ogni probabilità nel quintetto titolare anche in questo avvio di campionato. Sesta scelta assoluta del Draft 2017, dotato di mezzi atletici straordinari (208cm), ha convinto coach Clifford e il suo staff mostrando versatilità e grande istinti difensivi, prenotando un posto tra le sorprese del 2019/2020.

Anche il centro Mo Bamba nella sua annata da rookie ha mostrato progressi, prendendo ispirazione dal compagno di reparto titolare Vucevic e mostrando a tratti il suo grandissimo potenziale (6.2 punti col 48.1 % dal campo e 5.0 rimbalzi in 47 gare disputate, primo tra i suoi per stoppate con 1.4 bpg), seppur con varie lacune difensive e tattiche evidenti. Grazie al lavoro estivo personalizzato sul tiro e un atletismo fuori dai parametri comuni (apertura di braccia da 238 cm) si candida a un ruolo di prima fascia tra i gregari di coach Clifford, specialmente per la sua capacità di aprire l’area con il tiro da fuori, qualità in cui i Magic appaiono davvero carenti. Sia Clifford che lo stesso compagno di reparto Vucevic hanno ribadito le qualità dell’ex Texas Longhorns, non escludendone una loro possibile convivenza sul parquet. Tuttavia uno dei maggiori interrogativi circa il futuro prossimo dei Magic riguarderà proprio gestione e rendimento delle riserve di Vucevic, ovvero Birch e il rientrante Bamba.

Menzione particolare per il concreto e navigato D.J. Augustin, confermato nello starting five dei Magic e reduce da un campionato di alto livello. Il play-guardia sembra aver trovato la fiducia e la continuità di rendimento che gli sono mancate nelle ultime annate. Tuttavia da registrare è la grave difficoltà dei Magic nella costruzione del gioco offensivo e nella gestione individuale degli attacchi: lentezza, scarsa creatività ed estro, primi in assoluto per percentuale di passaggi in NBA ma soltanto sesti per assist realizzati dal campo. Motivo per cui Orlando ha deciso di puntare tutto sul rientro di Markelle Fultz, un giocatore che è capace di creare il tiro per sé ma anche per i compagni: sarà lui la scommessa di Orlando per il 2019/2020. Come rivelato dal suo agente Raymond Brothers, il problema di Markelle era ascrivibile alla Sindrome dello Stretto Toracico superiore, una patologia che risulta in movimenti funzionali anormali. Il presidente Weltman predica pazienza circa il suo impiego e le tempistiche legate al completo reintegro nelle rotazioni di coach Clifford.

Coach Clifford non è riuscito a dare ancora un’identità offensiva alla squadra. Bisognerà necessariamente lavorare su circolazione di palla e manovra in attacco per ottimizzare al meglio il gran numero di passaggi che la sua squadra produce, considerando appunto le ridotte soluzioni singole a disposizione. Probabilmente la statistica più sottovalutata e trascurata dei Magic della scorsa stagione è stata quella dei falli commessi, solo 18.6 di media a partita, il secondo miglior piazzamento nella lega dietro gli Spurs. Da non sottovalutare il fatto che Orlando ha la squadra più alta della NBA nella stagione 2019/2020, caratteristica che unita alla fisicità dei suoi interpreti la proietta in evidente vantaggio a livello difensivo su squadre meno atletiche.

Nel migliore dei mondi possibili, i Magic riescono a migliorare notevolmente in attacco, riducendo i tiri dalla media e colpendo meglio in transizione, confermandosi allo stesso tempo come una solida squadra in difesa grazie alle braccia enormi di Isaac e Bamba. Un Markelle Fultz perfettamente ristabilito a metà stagione si prende il posto di play titolare, Aaron Gordon e Nikola Vucevic vengono convocati all’All-Star Game.
Il caso peggiore invece sarebbe vivere una brutta copia della stagione precedente, acciuffando l’ottavo posto solo all’ultimo con record negativo (intorno alle 38-40 vittorie) e ponendo fine al progetto di Clifford, incapace di trovare il bandolo della matassa di una squadra giovane e che necessita di una guida forte.