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NBA 2018/2019: Golden State demolisce Denver, caduta Thunder. Bene Sixers e Lakers

Steph Curry - Foto Keith Allison - CC-BY-SA-2.0

La notte italiana di martedì 16 gennaio ha visto lo svolgersi di sei partite della regular season NBA 2018/2019.  È la notte dove i Warriors hanno fatto capire a tutta la lega che rimangono gli uomini da battere, nonostante le 14 partite perse nelle prime 44 partite: record di punti nel primo quarto, in una partita che si preannunciava combattuta e che si è tuttavia (o purtroppo) dimostrata senza alcuna competizione. I Thunder cadono ad Atlanta, guidata da due giocatori che avranno un grande ruolo nell’NBA del futuro, a prescindere dalla stagione deludente di Atlanta quest’anno. Non c’è partita neanche a Philadelphia, dove i Sixers non fanno vedere palla ai T’Wolves. Sospiro di sollievo per i Lakers contro i Bulls, ma la situazione senza LeBron appare senza via d’uscita: le prossime partite sono infatti contro Thunder, Rockets e Warriors.

Golden State Warriors-Denver Nuggets 142-111

I Warriors travolgono i Nuggets raggiungendo un record NBA di 51 punti segnati nel solo primo quarto. Fermano la streak di 12 partite consecutive vinte in casa da Denver, con Curry e Thompson che siglano entrambi 31 punti (otto triple il primo, cinque il secondo). Kevin Durant termina con 27 punti, mentre Draymond Green aggiunge 13 assist ai 4 punti segnati (il tutto condito con un +41 di plus-minus).
Per quanto riguarda i Nuggets Malik Beasley mette a referto 22 punti, mentre fa molta fatica Jokic: per il serbo 17 punti e solo 23 minuti giocati, a causa di problemi con i falli commessi (terzo fallo commesso a 4:03 dalla fine del primo tempo). Jamal Murray segna tutti i suoi 21 punti nel primo tempo.
Solo un semplice dato per dimostrare quanto siano dominanti i Warriors: i Nuggets nel primo tempo hanno tirato col 49% dal campo segnando 60 punti, trovandosi comunque a rincorrere uno svantaggio di 19 punti (79-60). Un primo tempo dove Durant segna 20 punti, Thompson 18 e Curry 14: dura per tutti quando questi tre decidono subito di partire concentrati e per vincere. La partita è una passeggiata e continua ad esserlo anche nel terzo quarto (112-83), prima che Kerr sguinzagli Cook, McKinnie, Evans, Bell e Jerebko per il garbage time finale.
Golden State vince la quinta partita di fila (30-14) e supera Denver in vetta alla Western Conference (29-14). Stanotte i Warriors hanno tirato col 60%, con 21 triple a bersaglio e generando 38 assist: semplicemente imbattibili quando sono in questo stato di grazia. Prossima partita sempre in back-to-back giovedì notte in casa contro New Orleans: curiosamente sono 5-1 per quanto riguarda le seconde partite di un back-to-back.
I Nuggets, dopo aver messo la museruola ai Warriors il 21 ottobre grazie a una stoppata al buzzer-beater di Hernangomez, si devono inchinare dopo una sconfitta strameritata. Ancora fuori per la quinta partita di fila Gary Harris, a causa di un affaticamento al tendine del ginocchio sinistro. I Nuggets avranno modo di rifarsi venerdì notte in casa contro Chicago, con cui Denver non perde in casa da 11 partite di fila.

Oklahoma City Thunder-Atlanta Hawks 126-142

Inaspettata vittoria degli Atlanta Hawks, che tirano per tutta la partita col 62% dal campo e rifilano 142 punti ai Thunder. Il principale artefice di questo successo è teoricamente Trae Young con 24 punti e 11 assist, ma vi sono altre due prestazioni dello stesso livello: John Collins segna 12 dei 14 tiri tentati, che gli totalizzano 26 punti; Alex Len, invece, termina con una doppia-doppia da 24 punti e 11 rimbalzi.
Dennis Schröder, al ritorno ad Atlanta (condito da video celebrativo a fine primo quarto), segna 21 punti, di cui 14 nel terzo quarto dove Oklahoma impone un parziale di 41-27, che le concede il vantaggio. Westbrook conduce i Thunder con 31 punti e 11 assist, mentre George e Grant aggiungono rispettivamente 24 e 21 punti.
Dopo un primo quarto equilibrato (29-25), Atlanta sembra prendere il largo nel secondo quarto con un parziale di 30-45 che concede agli uomini di coach Pierce un vantaggio di 11 punti (59-70), grazie soprattutto a 9 punti di Len e 8 di Collins. Dopo che gli Hawks avevano addirittura condotto il match di 15 punti nel secondo parziale (55-70), la situazione si ribalta nel terzo periodo, nel quale, a 3:39 dalla fine, Oklahoma pareggia i conti con un jumpshot di Westbrook (87-87). Nei tre minuti e mezzo rimanenti Schröder segna altri otto punti, portando i Thunder addirittura in vantaggio di tre lunghezze (100-97). Ad inizio quarto quarto Trae Young apre segnando una tripla e in seguito compie un gioco da tre punti: lo stesso Collins compie un gioco da tre punti pochi secondi dopo la point guard. Atlanta guadagna momentum: una schiacciata di Omari Spellman spinge il vantaggio dieci punti (107-117) e, pochi secondi più tardi, un’altra sua schiacciata lo aumenta ulteriormente (109-121). A 90 secondi dalla fine Paul George segna una tripla che taglia il gap a -9 (123-132), ma gli Hawks in seguito spingono di nuovo la distanza sulla doppia cifra: una rubata seguita da reverse jam di DeAndre Bembry congela l’incontro.
Per gli Hawks quarta vittoria nelle ultime dieci partite. Rimangono saldamente quart’ultimi nella Western Conference e quint’ultimi per quanto riguarda il record, comparato con tutte le altre franchigie al fine di stabilire l’ordine delle picks del prossimo draft (14-30). Fuori Jeremy Lin e Taurean Prince (sintomi d’influenza). Distorsioni alla caviglia invece hanno impedito a Bazemore e Dedmon di giocare questa notte: il centro probabilmente giocherà la partita di domenica notte in casa contro i Celtics. Prossima partita per gli Hawks proprio al TD Garden.
Probabilmente addio sogni di first seed per i Thunder, che non approfittano del match tra Denver e Golden State. Fuori per l’ottava partita di fila Abrines a causa di motivi personali, mentre Nerlens Noel non ha ancora il via libera dei medici dopo la brutta caduta mercoledì notte contro Minnesota. Gli uomini di coach Donovan attendono i Lakers venerdì notte alla Chesapeake Energy Arena.

Minnesota T’Wolves-Philadelphia 76ers 107-149

Non c’è mai stata partita a Philadelphia, dove i Sixers liquidano i T’Wolves già nel primo quarto di gioco, segnando poi addirittura 83 punti nel primo tempo: solo i Warriors quest’anno ne avevano segnati di più, con i 92 contro i Bulls il 29 ottobre. Il solito Joel Embiid al comando con una doppia-doppia da 31 punti e 13 rimbalzi, mentre Ben Simmons termina anch’egli con un doppia-doppia da 20 punti e 11 rimbalzi. Jimmy Butler mette a referto 19 punti nella sua prima partita dopo essere stato tradato da Minnesota a Philadelphia.
Il migliore di Minnesota è Derrick Rose con 15 punti, mentre Saric ne mette 11 al suo ritorno.
Il primo quarto termina sul +13 Sixers (27-40), mentre la partita è decisamente già chiusa col +25 a fine primo tempo. Termina sul +25 anche il terzo quarto (90-115), preannunciando quindi un quarto periodo di ampio garbage time.
I Sixers segnano un record di franchigia di 21 triple segnate: non solo, stanotte toccano il massimo di punti segnati da quando giocano al Wells Fargo Center, ovvero quasi 23 anni. Hanno tirato questa notte col 66%, assistendo 21 canestri su 31 realizzati. Spazio stanotte anche per Corey Brewer (al quale è stato fatto firmare un 10-day contract): il veterano nella sua carriera ha giocato 783 partite con 8.9 punti di media e 2.8 rimbalzi (stanotte 8 minuti giocati con 3 punti, 2 rimbalzi e 2 assist). Boccata d’aria quindi per gli uomini di Brown, che ora sono attesi da 12 partite contro squadre dal record positivo: la prossima è venerdì notte, ad Indiana.
Per T’Wolves abbastanza problematico l’infortunio stanotte di Tyus Jones (distorsione caviglia sinistra) dopo 11 minuti giocati dalla point-guard, che aveva dimostrato qualità nelle ultime uscite. Ancora fuori Covington (che sarebbe stato un altro ex della partita) a causa di un infortunio al ginocchio. Sabato notte per gli uomini di Saunders partita in casa, contro San Antonio.

Chicago Bulls-Los Angeles Lakers 100-108

Boccata d’ossigeno per i Lakers, in una partita che non poteva avere un esito diverso da quello che in realtà ha avuto. Nessuno in giallo-viola spicca in particolare, ma tutti compiono prestazioni oneste: Ball 19 punti (con 8 rimbalzi e 6 assist), Caldwell-Pope finisce con 17 punti mentre sia Kuzma che Ingram terminano con 16 punti.
Per i Bulls da segnalare un redivivo Jabari Parker con 18 punti, al quale si aggiunge Lauri Markannen con 17 punti (di cui otto segnati consecutivamente).
La partita si mantiene equilibrata nel primo tempo, che termina con un punteggio molto basso (43-44), caratterizzato da 22 sorpassi e da 5 pareggi: all’interno di esso i Bulls raggiungono un massimo vantaggio di sei punti (24-30), annullato da sette punti consecutivi dei Lakers. La partita è ancora sul filo del rasoio con 9:24 rimanenti sul cronometro del terzo quarto (48-48), quando i Lakers segnano otto punti di fila (48-56) includendo due triple back-to-back di Ball (il quale mette addirittura 13 punti a referto in questo quarto). I Bulls provano a riavvicinarsi con una tripla di Wayne Seldon, ma i Lakers si distanziano grazia ad altri sei punti consecutivi che terminano il quarto (68-76). Los Angeles va sul +18 dopo un parziale di 8-18 (caratterizzato addirittura da due triple di Mykhailiuk e sei punti di Ingram), in seguito a un jumpshot di Ingram che chiude la pratica (76-94). Grazie a sette punti di Parker e sette punti di Arcidiacono i Bulls raggiungono il -5 (98-103), ma mancano solo 35.8 secondi per finire la partita.
I Lakers sono ora 4-7 senza LeBron James: sono ora ottavi ad ovest a pari merito con Utah (24-21). Kuzma, oltre ad aver totalizzato 16 punti, ha raccolto 12 rimbalzi, giungendo alla sua terza doppia-doppia di stagione. Los Angeles questa notte aveva aperto con un 2 su 15 dall’arco nel primo tempo, per poi continuare con un 6 su 11 finale, includendo tre triple di Lonzo Ball. Prossima partita venerdì notte contro un avversario ferito, in Oklahoma contro i Thunder.
Per i Bulls l’8 su 28 dal campo nei primi 12 minuti è la seconda peggior prestazione di questa stagione nel primo quarto: la peggiore è risalente al 26 dicembre, con un 8 su 29 in casa di Minnesota. Venerdì notte si conclude per loro un ciclo di cinque trasferte consecutive, facendo capolino a Denver.

Tutti i risultati di martedì 15 gennaio

Golden State Warriors-Denver Nuggets 142-111
Oklahoma City Thunder-Atlanta Hawks 126-142
Minnesota T’Wolves-Philadelphia 76ers 107-149
Chicago Bulls-Los Angeles Lakers 100-108
Phoenix Suns-Indiana Pacers 97-131
Miami Heat-Milwaukee Bucks 86-124

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