Kareem Abdul-Jabbar: “Razzismo più letale del Covid-19”

Kareem Abdul-Jabbar Kareem Abdul-Jabbar - Foto US Department of State Pubblico dominio

Qui il razzismo è istituzionale, un virus più letale del Covid 19. Si èriaperta la stagione di caccia al nero, ma la comunità afroamericana è al limite perché per troppi anni è come se avesse vissuto dentro a edifici in fiamme”. Sono le parole di Kareem-Abdul Jabbar, ex leggenda della NBA, ora opinionista per il New York Times. Abdul Jabbar ha commentato i fatti che negli ultimi giorni hanno fatto discutere gli Stati Uniti e il mondo intero, con la tragica morte di George Floyd e le proteste che si sono scatenate di conseguenza. “Forse la principale preoccupazione della gente di colore in questo momento non è se i manifestanti stanno a tre o sei piedi di distanza, o se alcune anime disperate rubano delle magliette o incendiano un commissariato, ma che i loro, figli, mariti, mogli, fratelli e padri rischiano di essere assassinati dalla polizia solo per essere andati a fare una passeggiata o per essersi messi alla guida – scrive ancora l’ex giocatore –. E si chiedono se essere nero significhi rifugiarsi in casa per il resto della vita perché il virus del razzismo che infetta questo paese è più mortale del Covid-19″.

La comunità afroamericana è abituata al razzismo istituzionale inerente all’educazione, al sistema della giustizia e a quello del lavoro – continua Abdul-Jabbar –. E nonostante si sia fatto di tutto per aumentare la coscienza pubblica e politica, poco o nulla cambia. Il Covid-19 ha acuito le conseguenze, visto che noi neri moriamo a un ritmo significativamente piu’ alto dei bianchi, siamo i primi a perdere il lavoro e osserviamo impotenti come i repubblicani tentino d’impedirci di votare. E intanto sembra si sia riaperta la stagione della caccia al nero”.