Basket, Pozzecco: “I giocatori mi vedono come uno di loro”

Gianmarco Pozzecco Gianmarco Pozzecco, Italia basket - Foto LiveMedia/Savino Paolella

Quando giocavo ero sempre il più piccolo. Anche quando andavo a scuola. Non ero predisposto per giocare a basket, che è uno sport che dà vantaggi a persone alte. Paradossalmente, questo mi ha aiutato perché sapevo di dover utilizzare altre armi. Mi basavo tanto sulla velocità. A volte sorprendevo anche i miei compagni, oltre che gli avversari“. Questo è l’intervento di Gianmarco Pozzecco, commissario tecnico della nazionale italiana di basket, al Festival dello Sport. Poi sul suo stile: “Giocando, mi sono reso conto che l’allenatore era l’unico che poteva togliermi questa fantasia. Quello che non ho mai accettato era che il tecnico di turno non capisse che lo facevo per necessità. Dovevo esprimere un talento in un mondo che non era il mio. Questa diffidenza l’ho sempre vissuta molto male. Io allora ho deciso di fidarmi ciecamente dei miei giocatori, una volta diventato allenatore. Loro sanno che io sono uno di loro e questo lo percepiscono”.

Sull’Europeo: “Ieri sera ho raggiunto quasi la pace dei sensi. Da un lato c’è grande rammarico per non essere arrivati in semifinale, dall’altro c’è un percorso molto positivo. Le valutazioni devono essere fatte rispetto a ciò che si merita. Contro la Francia meritavamo noi. Siamo usciti dal campo con questa consapevolezza“. E ancora: “Lo sport deve regalare emozioni, che si vivono indipendentemente dal risultato che arriva. Noi contro la Francia eravamo come Davide contro Golia. Loro sono più forti di noi in questo momento”.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio