L’angolo del ricordo: l’impresa europea del Limoges. Treviso grida alla morte del basket

Dopo diversi anni, in questa stagione una squadra francese era tornata a calcare il parquet dell’Eurolega. Nella storia del torneo, solo una compagine transalpina è riuscita ad imporsi: il Limoges. Nella stagione 1992/1993 la competizione era ancora della FIBA, ma ai fini dell’albo d’oro poco cambia. In Grecia i francesi vinsero una delle finali più discusse della storia del torneo contro la Benetton Treviso, grande favorita della vigilia. La compagine di Božidar Maljković entrò nei libri di storia per un trionfo ottenuto con un basket tutt’altro che entusiasmante, ma capace di limitare la forza delle maggiori potenze continentali.

Oltre ai trevigiani, al via in difesa dei colori azzurri si presentavano anche Virtus Bologna e VL Pesaro. A differenza della compagine di Skansi, queste due partivano dai sedicesimi di finale; archiviati agevolmente contro Slask Wroclaw e Budivelnyk. Anche nei gironi tutte le azzurre vengono promosse, Treviso seconda nel gruppo B, Pesaro e Virtus terza e quarta nel gruppo A con i bolognesi che la spuntano a pari merito con Badalona. Ai quarti di finale le V nere non potranno nulla perdendo in due gare contro il Real Madrid, scontro diretto invece tra Treviso e Pesaro con la Benetton che vince a gara 3.

Arrivano così le Final Four di Atene, al via ci sono: Treviso, Real Madrid, Paok Salonicco e Limoges. La prima semifinale non delude le aspettative della vigilia, i bianconeri del Paok partono meglio contro la Benetton, grazie alle ottime giocate di Prelevic, Barlow e Levingston. Arriva però la replica degli uomini di Skansi, che ribaltano il punteggio e costringono i rivali ad inseguire; ma alla fine sarà 79-77 per il team italiano che approda in finale. Archiviato il dispiacere della squadra di casa eliminata prima del tempo, arriva la prima sorpresa del weekend. Un Real Madrid fino a quel momento perfetto cede al Limoges di Maljković, al tempo i secondi sul cronometro europeo erano trenta e i francesi erano bravi a sfruttarli a fondo. La difesa serrata rovina la serata di Sabonis e Arlauckas, nella metà offensiva Dacoury e Young mettono insieme i punti necessari per il 62-52 che vale la finale.

Il giorno della finale, inutile a dirsi, è Treviso la favorita per il successo. I transalpini non modificano il game plan del match precedente ed inizia così una partita che almeno in Italia passerà alla storia in negativo. In avvio è Terry Teagle ad avere in mano i punti della Benetton, sono sui 11 dei primi 15 punti fatti dalla squadra. Dopo dodici minuti d’incontro il punteggio è 19-8 per i veneti, i francesi per qualche istante hanno provato a tenere botta al gioco rivale, senza successo. Tornano presto sulla vecchia strada le maglie gialle che alla pausa lunga hanno prodotto solo 22 punti (13 minuti per arrivare a quota 10), condendone però soli 28. La stella indiscussa di Treviso, Kukoc trova rogne nella marcatura di Zdovc in tutti i periodi della gara. Non sembra esserci comunque modo per cui con percentuali offensive inesistenti, il Limoges possa arrivare al trionfo, ad otto minuti dal termine però una marcatura di Young vale alla squadra d’oltralpe il primo vantaggio nel match (44-43). Da qui si materializza l’incubo di Treviso, alla sirena vince Limoges 59-55. A fine gara un irritato Skansi dichiara: Il basket è morto. Siamo venuti qui per giocare a basket e ci siamo imbattuti in una partita di wrestling“. D’altro canto Maljković, tecnico vincitore replica: Lascia che Skansi mi lasci a Kukoc e prenda un mio giocatore a piacere e anche noi sapremmo giocare a basket”