Marcell Jacobs, tempo di bilanci: “Ho ricominciato a vincere, è positivo. E che emozioni il matrimonio”

Marcell Jacobs Marcell Jacobs - Foto LiveMedia/Sven Beyrich/JustPictures

Ho ricominciato a gareggiare, a vincere. Era iniziato tutto bene poi ci sono stati momenti difficili che si sono conclusi per il meglio con un altro oro al Campionato europeo, quindi posso dire che il bilancio della stagione è abbastanza positivo”. Tempo di bilanci per Marcell Jacobs. Il campione olimpico ed europeo dei 100 metri piani, intervistato nel corso dell’appuntamento “Il ritorno del re”, nell’ambito del Festival dello sport di Trento, ripercorre i capitoli più importanti della stagione della consacrazione. “Mi sono anche sposato nel frattempo”, ha aggiunto il velocista azzurro ricordando il sì più bello nel parco della Torre San Marco di Gardone Riviera a Nicole Daza. E spiega: “In pista mi sono allenato per cercare di trattenere le emozioni che si possono avere, lì mi sono lasciato andare ed è stato molto bello”, ha raccontato.

Poi si riavvolge il nastro: “Fin da piccolo avevo degli idoli nello sport e puntavo a vincere il più possibile per essere fonte di ispirazione per i tutti, un esempio per far capire a tutti che quando si ha un sogno bisogna lavorare tanto, crederci per poterlo realizzare. Io sono stato un ragazzo come tanti che ne ha passate di tutti i colori, a livello personale e in pista, ma ho creduto in questo sogno e l’ho raggiunto”. Gli infortuni sono alle spalle. Ma rappresentano una lezione percjé dalle difficoltà si deve riuscire a trasformare “un problema in una occasione”, spiega Jacobs. E ancora: “Ognuno ha un talento, bisogna scoprirlo e lavorarci”. Il campione azzurro ha poi raccontato di avere due sogni: “Vincere le Olimpiadi e andare nello spazio. Il primo l’abbiamo fatto…Ma sono sicuro che piano piano riusciro’ a raggiungere anche quello”, ha scherzato.

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio