Atletica, Europei Monaco 2022: Tamberi sul tetto d’Europa, arriva l’oro nel salto in alto

Gianmarco Tamberi Gianmarco Tamberi - Foto FIDAL COLOMBO/FIDAL

I risultati della sessione serale di giovedì 18 agosto per quanto riguarda gli Europei 2022 di atletica a Monaco. Nella finale maschile di salto in alto, Gianmarco Tamberi vince uno splendido oro in una gara strepitosa, con la misura di 2.30 metri. L’azzurro commette un solo errore, ai 2.27, e ha la meglio su Potye e Protsenko, rispettivamente secondo e terzo, in una gara molto selettiva a causa della pioggia caduta in serata. Marco Fassinotti era invece uscito mestamente di scena già ai 2.18 metri, la prima misura. L’azzurro, nell’intervista ai microfoni della Rai, non cerca scuse: “Quando le cose non funzionano, siamo noi che non le facciamo funzionare. È una gara difficile oggi, ma 2,18 lo faccio in allenamento. Oggi un po’ mi vergogno, anche se negli ultimi anni sto cercando di non farlo”.

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Filippo Tortu vince la propria batteria nelle semifinali dei 200 metri maschili con il tempo di 20.29, e accede quindi in finale con il terzo tempo totale. Eseosa Fostine Desalu e Diego Aldo Pettorossi sono invece stati eliminati. “Dispiace, ho fatto un buon lanciato ma è frutto di un’accelerazione non velocissima. È un peccato perché la finale era alla portata e io stavo bene. Si poteva fare, il tempo di stamattina prometteva bene e pensavo di fare un 20”35. Ora bisogna azzerare tutto perché c’è la staffetta, abbiamo buone possibilità, dobbiamo farcela”, le parole di Desalu ai microfoni di Rai Sport. A parlare è stato anche Tortu, che ha dichiarato: “Ho sbagliato qualcosina, non ho fatto la gara che volevo fare perché sono partito piano. Ero comunque abbastanza in controllo. Ci sono tanti atleti in lotta, anche se non ho visto gli altri risultati. Venderò cara la pelle, domani ci sarà la gara più importante dell’anno per me. Sarà una giornata ricca di emozioni, dovrò fare meglio di oggi: serve la gara della mia vita per prendere una medaglia”.

Nella corrispondente gara al femminile, Dalia Kaddari accede alla finale con il secondo tempo di ripescaggio fermando il cronometro in 23.06, mentre non riesce ad eguagliarla Irene Siragusa. “Sono in finale e sono felice. Quando l’ho saputo mi sono emozionata perché lo volevo tanto. Rivedrò la gara, mi sono piaciuta nell’ultima parte. C’è un altro margine in finale, ma è già importante esserci”, il commento di Kaddari ai microfoni della Rai.

Nella finale dei 1500m maschili, Pietro Arese sfiora l’impresa: l’azzurro chiude al quarto posto e per questione di davvero pochissimi metri non riesce a superare lo spagnolo Garcia. Arriva comunque un 3:35.00 che vale un miglioramento di oltre due secondi del proprio record personale. Gara vinta dal campionissimo Ingebrigtsen, secondo il britannico Heyward. “Sulla mia gara non posso dire niente perché è il mio miglior risultato, ma è un peccato perdere quando si lotta per la medaglia. Considerando il fatto che questa era una delle finali più difficili di sempre, sono molto felice. Questo in teoria vale anche come minimo per i Mondiali dell’anno prossimo, sono riuscito a fare questo salto di qualità”, il commento di Arese.

Nadia Battocletti lotta con le unghie e con i denti nei 5000m femminili dopo una stagione difficilissima, complicata dall’infortunio di maggio: ne esce un settimo posto con il tempo di 15:10.90, che vale il miglior tempo stagionale. Oro alla padrona di casa Klosterhalfen, che realizza una cavalcata incredibile chiudendo con oltre 6″ sulla turca Can; terza la britannica McColgan. “Essere qui è già un onore per me dopo l’infortunio di fine maggio. La stagione sembrava da buttare, sono arrivata qui con pochi test e ho messo tutta me stessa. Si è visto negli ultimi 4 giri, ho lottato fino alla fine. Ma la mia stagione non finisce qui, ci saranno altre gare e spero di continuare a migliorarmi”, spiega l’azzurra.

Nelle altre gare di serata, Larissa Iapichino chiude al quinto posto la finale del salto in lungo femminile, con la misura di 6.62. Oro alla serba Vuleta, capace di precedere di soli tre centimetri la tedesca Mihambo (7.06 contro 7.03); più staccata la britannica Sawyers (6.80). “Sono contenta perché è stata una gara molto difficile. Ha iniziato a diluviare, quindi abbiamo dovuto gestire il riscaldamento e le condizioni non erano semplici. Sono esperienze che servono. Ho cercato di lottare fino all’ultimo centimetro, ma alla fine ero stanca emotivamente. Mi sono confermata, anche se non è giusto fare questi calcoli. Ho avuto qualche problema personale ma so che è solo l’inizio del processo”, le parole di Iapichino. Infine, con il sesto posto negli 800m, Sveva Gerevini chiude la prova di heptathlon all’11esima posizione; oro alla belga Thiam, poi Sulek (Polonia) e Kalin (Svizzera).