Atletica, Europei Monaco 2022: Abdelwahed e Osama Zoghlami super nei 3.000 siepi. Ok Iapichino

Ahmed Abdelwahed, mondiali atletica Eugene 2022 - Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL

En plein azzurro nelle batterie dei 3.000 siepi agli Europei di atletica a Monaco di Baviera. Gli azzurri Ahmed Abdelwahed e Osama Zoghlami, primo e secondo nelle graduatorie continentali 2022, si candidano a favoriti nella caccia al titolo europeo. Con loro, al via ci sarà anche il gemello di Osama, Ala Zoghlami, (8:32.81 decimo crono del round), premiato dal ripescaggio. Tutti gli occhi però sono per Osama che a due giri e mezzo dal traguardo rompe gli indugi e arriva al traguardo in 8:30.67. Nella seconda batteria, il romano Ahmed Abdelwahed a tre giri dalla fine si accoda al britannico Phil Norman e vince in 8:30.92. Si può sognare. Lo dicono gli stessi protagonisti. “Possiamo essere protagonisti – racconta Abdelwahed – oggi con il passare dei giri mi sono sentito sempre meglio, senza tensioni. La sto vivendo benissimo, non ricevo pressione dal fatto di essere indicato come favorito, voglio solo divertirmi in pista e dare il massimo”. Soddisfatto Osama: “Ho deciso di fare quel cambio perché la testa della gara si stava facendo affollata e c’era il rischio di cadere ma nessuno mi ha seguito, segno che sanno chi sono, quel che valgo. Finalmente una finale, dopo le delusioni degli anni passati. Sento di valere una medaglia, ma so anche che nulla è scontato, lotterò con tutto me stesso per riuscire a prendermela”. Autocritica per Ala: “Ho corso male, non merito la finale perché so quanto valgo, conosco i sacrifici che ho fatto. Ora mi butterò nella mischia per dimostrare di meritare di più”.

Larissa Iapichino risponde presente nelle qualificazioni del salto in lungo femminile. La fiorentina strappa applausi per una qualificazione superata fin dal primo salto, grazie ad un notevole 6,63 (-1.1) ottenuto in apertura del turno. Primo posto per Malaika Mihambo, con 6,99. Dietro la tedesca, l’ucraina Bekh-Romanchuk (6,87), e poi le serbe Gardasevic (personale portato a 6,83) e Vuleta (6,67) a precedere l’azzurra che spiega: “Sono felice anche perché in realtà non è stato un bel salto. Dopo Eugene, dove avevo chiuso con un po’ di amatro in bocca, sono tornata a sentire quell’ansia positiva, quella voglia di fare, che mi porta ad esprimermi al meglio. Obiettivo? Dare il meglio di me”.

Due azzurre nelle finali delle 1.500 metri donne. Gaia Sabbatini e Ludovica Cavalli si piazzano nelle rispettive batterie e guadagnare l’accesso al turno per le medaglie. La teramana è sesta in 4:04.19, secondo crono di ripescaggio. La genovese chiude in un buon 4:06.59, non lontano dal personale di 4:05.79. Eliminata Federica Del Buono, nona nella prima batteria in 4:08.14 (ventesimo tempo assoluto). “Sapevo che correre dietro la Muir mi avrebbe portato in finale – racconta la Cavalli – e così è stato, è un sogno che si avvera. Se penso che lo scorso anno faticavo per passare il turno tra le Under 23, ora sto toccando il cielo con un dito“. “Volevo arrivare tra le prime quattro – le parole della Sabbatini – ma poi ho capito che si sarebbe passati con 4:05, e mi sono accontentata di tenere la posizione. Stanca per la tensione nervosa, ma non conta, l’importante era entrare in finale”.

Arriva la qualificazione al primo lancio per Sara Fantini (73.40) per l’ultimo atto del lancio del martello. Niente finale per gli azzurri Davide Re ed Edoardo Scotti eliminati nelle semifinali delle batterie dei 400m uomini. Complessivamente gli italiani sono diciassettesimo e ventunesimo. Nelle batterie dei 110hs passa in semifinale Hassane Fofana, secondo in batteria in 13.72 (-0.2), fuori Lorenzo Simonelli (13.95, +0.6).

Nella mattinata è andata avanti la gara di Dario Dester nel decathlon. L’azzurro nei 110 ostacoli chiude con un buon 14.44 e un quinto posto complessivo nella prova (918 punti). Dester superlativo anche nel disco. L’azzurro aggiunge quasi un metro e mezzo al suo personale con il 43.04 dell’ultima prova all’Olympiastadion. Guida la classifica lo svizzero Ehammer (6230 punti, superlativo nei 110hs ma solo 34,92 nel disco), davanti all’azzurro, distanziato adesso di 258 lunghezze (5972).

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Romano, nato in una calda estate del 1995 mentre la capitale iniziava a scoprire Francesco Totti e Alessandro Nesta. Cresciuto tra la terra e i sassi dei campetti della periferia romana e appassionato di scrittura. Ma tra il pallone e la penna ho scelto un compromesso: scrivere di calcio