Atletica, Europei Berlino 2018 – day 4: l’Italia non pesca il jolly

Alessia Trost - Foto Colombo/Fidal Alessia Trost - Foto Colombo/Fidal

Ci si aspettava un jolly questa sera di gare agli Europei 2018 di Berlino affinché l’Italia potesse coronare il sogno di un’altra medaglia, ma il jolly non è arrivato, ed alla fine l’Italia esce dall’Olimpia Stadium senza troppa gloria.

Trost e Pedroso non spiccano, il rammarico è doppio quando vedi tempi e misure dell’avversarie vittoriose che sarebbero anche potute valere una medaglia.

Ma andando con ordine i primi a scendere in pista sono gli ostacolisti. Fofana nella prima semifinale piazza un 4° posto con 13.52, Dal Molin nella seconda semifinale si presenta ai blocchi acciaccato, stringe i denti ma alla fine è solo 13.61, infine tocca a Perini combattere per un posto tra i big, ma il suo 13.50 è amaro perché sono 5 i millesimi che lo dividono dalla finalissima. Alla fine le posizioni saranno 10° e 11° piazza per Perini e Fofana, 16° invece il torinese Dal Molin.

Tornando ad Alessia Trost spiace dirlo ma siamo alle solite: l’azzurra non riesce a ritrovare la sua condizione migliore, passa per un soffio 1.91, si arena a 1.94, il bronzo dista solo due centimetri più su. Peccato davvero perché questa poteva essere l’occasione giusta per rilanciarsi soprattutto in campo internazionale.

Nelle semifinali dei 200 metri si difendono come possono Gloria Hooper e Irene Siragusa ma alla fine, come prevedibile, la finale resta lontana dalle due azzurre.

L’altra grande speranza di serata era Yadisleidy Pedroso nei 400 hs. L’azzurra parte bene e tiene il passo di chi sta davanti ma quando dovrebbe giocarsi il tutto per tutto per una medaglia (il terzo posto è finito nella mani della britannica Meghan Beesley con 55.31, tempo alla portata di Pedroso), incespica un po’ nell’ultimo ostacolo, le gambe faticano a girare ed è “solo” 5° posto. Peccato davvero perché poteva essere una bella occasione per l’ostacolista che si era ben comportata a questi europei e che tempi stagionali alla mano non era affatto lontana dalle medagliate.

Infine i 1.500 con Abdikadar decimo in 3’39’’45 e Joao Neves Bussotti appena dietro in 3’41’’31. Gara difficile per gli italiani che escono delusi dalla pista. “Ho fatto troppi errori e sono rimasto indietro, poi li ho pagati, soprattutto perché ho perso la concentrazione negli ultimi 700 metri e si è visto – ha detto Abdikadar – peccato, resta comunque una bella esperienza, ho fatto del mio meglio”. “E’ una finale che non so spiegare, non sono mai stato pienamente in gara, mi sono fatto risucchiare dal gruppo – ha confessato invece Bussotti – dovevo essere più presente soprattutto quando hanno cambiato passo invece il risultato parla e dice la verità, certi errori in un certo contesto non si devono fare, ora non resta che raccogliere le energia e ripartire”.

Domani però sarà un altro giorno e sarà il giorno in cui quel maledetto jolly possa uscire finalmente dal mazzo. Proveranno a farsi largo nella 20 km marcia sia Antonella Palmisano sia Eleonora Giorgi, seppur quest’ultima non in perfette condizioni, mentre tra gli uomini tocca a Massimo Strano onorare il tricolore.

Poi spazio ai sogni di gloria con Gianmarco Tamberi: riuscirà il marchigiano a mettersi alle spalle tutto il post infortunio e a farci volare altissimo? Dita incrociate.

E dita incrociate anche per Yemanebehran Crippa che dopo l’exploit nei 10 mila metri con tanto di medaglia di bronzo, punta a ripetersi nei 5 mila.

Dulcis in fundo le 4×400 sia quella maschile che quella femminile con quest’ultima che sa di avere un grossissima e bellissima chance fra le mani. Vietato sprecarla.