Inter 1965
Amarcord

L’angolo del ricordo: Joaquin Peirò, profeta in patria e fuori

L’ironia del destino ha voluto che il suo nome fosse legato alla squadra che meno volte lo ha visto andare in gol. Ma ci sono cinque buoni motivi per affermare che Joaquin Peirò, scomparso ieri a 84 anni, è prima di ogni cosa un simbolo dell’Inter. Anche se della leggendaria squadra di Herrera era una riserva, un attore non protagonista in un cast di prime donne: Jair e Suarez su tutti. Cinque motivi che poi corrispondono ai cinque trofei vinti in nerazzurro: due Scudetti, una Coppa dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Lo chiamavano il ‘ladronzuelo’ (ladruncolo) e, associato al suo nome, c’è infatti uno dei gol di rapina più famosi della storia. E’ il 12 maggio del 1965 e l’Inter è chiamata alla rimonta in semifinale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. L’Inter è avanti grazie ad una punizione a foglia morta di Corso ma non basta per accedere alla finale. Serve un guizzo, una giocata di astuzia. Se la aspetta anche il portiere dei reds Lawrence ed è per questo che al 9′ l’estremo difensore decide di meditare bene prima di rinviare il pallone. Un rimbalzo, uno sguardo ai compagni, un secondo rimbalzo, un’altra occhiata e il terzo rimbalzo che non completerà mai la sua traiettoria: Peirò gli ruba il pallone e segna, è due a zero prima del tris al 60′ di Facchetti che spalancherà le porte della finale.

Questione di attimi, di centimetri. Come nel 1970 quando è l’incaricato di tirare la monetina al sorteggio che deve definire la finalista di Coppa delle Coppe tra Roma e Gornik Zabrze. Sceglie testa: sbagliato, Roma eliminata nel modo più beffardo. In giallorosso ritrova ancora una volta Helenio Herrera, suo più grande estimatore. Nella Capitale alza da Capitano la seconda Coppa Italia della storia giallorossa, nono e ultimo trofeo di una carriera fortunata che lo ha visto vestire la maglia del Torino e del Real Murcia oltre ovviamente a quella dell’Atletico Madrid. Per il calcio iberico la cessione di Peirò al Torino è uno shock. Venduto per risanare le casse del club, fu il terzo spagnolo dopo Suarez e Del Sol a trasferirsi in Italia e l’operazione fu duramente contestata dai tifosi dell’Atletico. Uno striscione, al ritorno in campo dei colchoneros, recita: “¿Habrá mayor desatino?” “Ci saranno altre sciocchezze?”. Di lì a poco l’Atletico Madrid vincerà quasi tutto, Peirò anche. Lasciarsi in fondo è stato meglio per entrambi.

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