Amarcord

L’angolo del ricordo: Roddick, dal fair play sul match point alla sconfitta con Verdasco

Fernando Verdasco - Foto Ray Giubilo

Da una possibile sconfitta con un doppio fallo a una rimonta incredibile partita con un ace di seconda. Si può riassumere così quella folle giornata al Foro Italico di quindici anni fa con protagonisti Fernando Verdasco ed Andy Roddick. Terzo turno del torneo di Roma, lo spagnolo iniziava a farsi largo verso i piani alti della classifica ed è il classico avversario che ha tutte le armi per far impazzire l’americano, mai propriamente a suo agio sulla terra battuta. Sembra invece poter scivolar tutto per il verso giusto quel celebre 5 maggio con il numero 1 del tabellone deciso nel far fruttare la sua maggior esperienza. Andy cambia marcia nel tie-break del primo set (aggiudicatoselo per 7 punti a 1) e va immediatamente avanti di un break in apertura di secondo parziale. Un vantaggio che appariva confortante per A-Rod, quasi mai in difficoltà nei propri turni di servizio e saldamente al comando delle operazioni sino al 5-3.

La linea del traguardo si fa sempre più vicina nel game in risposta con Verdasco a un passo dal baratro sullo 0-40. Nando prova ad affidarsi al classico slice mancino da sinistra ma è lungo, quindi rischia la seconda. “Out” urla il giudice di linea, lo spagnolo rassegnato muove i primi passi verso la rete per stringere la mano al suo avversario che però non è convinto. Roddick non esulta, va a guardare il segno e – dopo aver chiesto a Fergus Murphy di dare un’occhiata – decide di sua spontanea volontà di cancellare il segno. Applausi scroscianti, quel “game, set and match Roddick” mai pronunciato che si trasforma in un 15-40 mentre Andy non fa una piega, tra la classica sistemata al braccialetto azzurro sul polso e alla maglietta appiccicata alla clavicola.

Si riparte, anzi, si ricomincia. Quel che accade dal bel gesto di fair play dell’ex campione degli Us Open potrebbe essere tranquillamente far parte di un match separato. Verdasco esce dal bunker annullando un quarto match point ai vantaggi con una tenuta mentale che, a posteriori, potrebbe suonare inedita. Roddick, al contrario, sembra perseguitato dalla nuvola di Fantozzi. Al servizio sul 5-4 rompe le corde sul 30-30, cambia racchetta ma il dritto sulla palla break è fuori misura. Mentre il cielo di Roma si fa sempre più buio, l’iberico inizia a intravedere qualche spiraglio di luce restituendo il favore in un flashback al contrario: tie-break a senso unico e break in apertura di terzo. Ma questa volta il giocatore avanti nel punteggio non si volta più indietro approfittando del comprensibile nervosismo di Roddick, che nel frattempo manda in orbita una pallina per la frustrazione. Guai però ad elogiare Andy per aver cambiato, in qualche modo, direzione all’incontro. “Non ho fatto nulla di straordinario, ho risparmiato solamente un viaggio all’arbitro”. Sarà, ma noi ce lo ricordiamo ancora a distanza di quindici anni.

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