Vaccino, Mentana contro la Lucarelli: “Mi vergogno di chi vuol vaccinare i giornalisti prima degli anziani”

Enrico Mentana - Foto Alberto Gianera - CC-BY-SA-4.0

“Mi vergogno mentre leggo che c’è chi ha chiesto di inserire i giornalisti tra le categorie con precedenza vaccinale. Ancora gran parte degli anziani deve ricevere la prima dose, il presidente della Repubblica ha atteso il suo turno settanta giorni, e noi dovremmo accodarci alla congrega dei salta file che raccontiamo e denunciamo ogni giorno? Un po’ di coerenza,un po’ di dignità. O altrimenti chiediamo scusa a Schettino”Questo il tweet durissimo di Enrico Mentana in merito alla proposta di Selvaggia Lucarelli di vaccinare prima i giornalisti come categoria a rischio, più degli anziani. La Lucarelli, già attaccata dal Foglio con un articolo che lei stessa aveva definito sessista: “Da qualche giorno mi capitava di leggere tweet di colleghi giornalisti della serie ‘i vaccini ai giornalisti sono una sciocchezza’, ‘la priorità alle categorie più utili’, ‘la priorità a categorie più esposte’ e così via. Alcune pronunciate da commentatori qualunque (spesso corredate dai soliti insulti all’amatissima categoria), altre proprio da giornalisti, perfino direttori. Mi è dispiaciuto leggere speciali classifiche dei presunti lavori più utili o dei lavori in cui si è presumibilmente più esposti, in cui va per la maggiore il solito tormentone populista ‘e allora gli operai?’, ‘allora i rider?’, ‘allora le commesse?’. Il discorso, tra l’altro, è scivoloso. Esistono commesse di boutique in cui entra un cliente al giorno e giornalisti che lavorano in smartworking o in redazioni con 4 gatti. Esistono cassiere di supermercati con migliaia di clienti al giorno e giornalisti che lavorano sul campo, che devono viaggiare, che vanno in ospedali, partecipano a conferenze stampa, che lavorano a stretto contatto con altre persone e così via. Ci sono giornalisti che si sono ammalati, che hanno fatto ammalare le loro famiglie, che hanno lavorato giorno e notte. Eppure, quando si citano le categorie che hanno dato l’anima in quest’ultimo anno, quella dei giornalisti non è mai citata”.