Fondazione Gimbe: “Lombardia sta facendo magheggi per poter riaprire”

Attilio Fontana, governatore Lombardia - Foto Redazionale2000 via CC 4.0

In tutta Italia si parla già delle riaperture dei confini tra le regioni a partire dal 3 giugno e il governatore della Lombardia Attilio Fontana è quasi raggiante: “I numeri sono positivi, penso che i lombardi dal 3 giugno saranno liberi di circolare”. Ma a scatenare le polemiche è una nota della Fondazione Gimbe, che per bocca del presidente Nino Cartabellotta accusa le regioni, e in particolare quella lombarda, di aver fatto dei “magheggi” per falsificare i numeri del contagio e non dover richiudere confini e attività produttive.

Cartabellotta entra nel dettaglio attraverso quattro argomentazioni. La prima verte sul fatto che la percentuale di positivi al giorno è più alta di quella che viene comunicata, visto che la percentuale di tamponi diagnostici positivi in Lombardia (6%) è superiore alla media nazionale (2,4%). La econda riguarda il numero dei positivi, sottostimato perché manca un tamponamento massiccio. Il Gimbe si chiede: “Quanti sarebbero davvero i casi se la Lombardia aumentasse i tamponi?”. Terzo punto: i nuovi casi giornalieri ogni centomila abitanti sono il triplo (96 contro 32) rispetto alla media nazionale. Infine, stando a quanto spiega il Gimbe, la Lombardia sovrastimerebbe i guariti perché li comunica insieme ai dimessi dalle strutture ospedaliere, che però non sono guariti al 100%. E nel corso dell’intervista a Radio24 Cartabellotta va all’attacco: “C’è il ragionevole sospetto che le Regioni stiano facendo magheggi per non dovere richiudere. La Lombardia è una di quelle”. Il presidente Fontana ha già minacciato querele.