Carmine Tommasone, primo pugile professionista all’Olimpiade: “E ora voglio vincere”

di - 27 luglio 2016
Carmine Tommasone
Carmine Tommasone - Foto Sportface

Carmine Tommasone non si accontenta. Eppure potrebbe, perché in pochi giorni il pugile campano si è preso due record impossibili da battere: primo professionista italiano a partecipare all’Olimpiade, dopo la recente apertura della Federazione internazionale (1 giugno) e il terzo posto conquistato nel torneo pesi leggeri di Vargas, in Venezuela, grazie alla vittoria ai punti sul turco Yasin Ylmaz, ma anche primo atleta di Avellino a volare ai Giochi. Tra pochi giorni, smaltita l’inevitabile e meritata festa organizzata nella propria città, Tomassone prenderà l’aereo per Rio de Janeiro, dove non gli basta partecipare, come proclamava De Coubertin: “Sono un ragazzo determinato e affronto ogni sfida per vincere. Vado in Brasile con questo obiettivo e non solo per partecipare come dicono in tanti: voglio far bene e, se ne avrò la possibilità, portare a casa una medaglia”.

Che emozione è poter partecipare all’Olimpiade?
“Unica. Sono passato tra i professionisti sei anni fa e mai avrei pensato di tornare indietro, partecipare a un torneo di qualificazione olimpica e ottenere il biglietto per Rio. È indescrivibile. Devo ancora capire cosa ho fatto: questa qualificazione resterà nella storia del pugilato italiano ma anche nella storia della mia città, due traguardi importanti per la mia vita. Sono contentissimo”.

Quando hai capito di potercela fare?
“Appena me l’hanno proposto. Sono un ragazzo determinato e faccio ogni cosa con la massima precisione e impegno, non solo nello sport. Sono andato in Venezuela per vincere il torneo, ho perso il match in semifinale ma poi è arrivato il pass olimpico. Ho una mentalità vincente e questo è ciò che conta: voglio fare bene anche a Rio”.

Come immagini il primo incontro? Temi la pressione?
“Di sicuro all’Olimpiade ci sarà tanta pressione e tanta emozione. Ma io sono un professionista, fuori e dentro al ring, e i professionisti non possono farsi prendere dall’emozione. Cercherò di controllarla, combatterò con la solita determinazione, la solita convinzione e senza nulla da perdere perché chi va all’Olimpiade ha una grande opportunità e deve giocarsela al meglio”.

Come festeggeresti la medaglia?
“È una domanda difficilissima, non lo so. Di sicuro la dedicherei ai miei familiari perché mi sono sempre stati vicino e mi hanno aiutato nei momenti più difficili, come ha fatto la mia ragazza”.

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