Ciclismo

Ciclismo, Giro di Svizzera: Colombia pigliatutto! A Pantano la tappa, a Lopez la corsa

Miguel Angel Lopez - Foto profilo Facebook

Si è concluso oggi un Giro di Svizzera decisamente appassionante. Non tanto per l’eccezionale livello espresso dagli atleti in gara (tutto sommato modesto, anche in virtù di un “cast” non certo di primissima fascia), quanto per l’incertezza che fino all’ultimo ha regnato sovrana. Un Tour de Suisse che, comunque, consegna al ciclismo un nuovo straordinario talento: Miguel Angel Lopez Moreno, colombiano classe 1994 e portacolori dell’Astana, che oggi ha conquistato l’80ª edizione della più importante corsa elvetica. Un nuovo trionfo per lo squadrone kazako dunque, dopo l’exploit di Vincenzo Nibali al Giro d’Italia. Ma, cosa ancor più significativa, il successo di Lopez certifica ulteriormente il momento strepitoso del movimento colombiano, forse quello più in salute nell’intero panorama internazionale; a coronamento di ciò, è giunta oggi anche la vittoria di tappa, appannaggio di Jarlinson Pantano.

Quella conclusiva del Tour de Suisse è una frazione eccezionalmente breve: dei 117,7 km inizialmente previsti ne vengono affrontati solamente 57,3. Ciò a causa della cancellazione dal percorso – causa condizioni atmosferiche proibitive – dell’Albulapass. Il “solo” Flüelapass è comunque sufficiente a rendere particolarmente intensa una tappa che, inevitabilmente, è caratterizzata da innumerevoli attacchi fin dalla partenza; vuoi per la distanza ridottissima, vuoi per i limitati distacchi nelle zone alte della classifica. Il giovane colombiano in maglia di leader può comunque avvalersi di un compagno di squadra eccezionale quale il Michele Scarponi visto di recente al Giro d’Italia, che gli consente di controllare la situazione con relativa disinvoltura.

Ma, siccome la miglior difesa è l’attacco, una volta esaurito il lavoro di Scarponi, Lopez decide – a circa 4 km dalla vetta – di rompere gli indugi e salutare la compagnia. In pochissime pedalate, lo scalatore colombiano si riporta su quanti avevano allungato in precedenza e conduce in prima persona il forcing. Inizialmente restano con lui Tejay Van Garderen e Jarlinson Pantano, ma ben presto il ritmo è per loro insostenibile: a 1 km dalla vetta Lopez fa il vuoto, transitando al Gran Premio della Montagna con 26” sui più immediati inseguitori. Nella lunga discesa, Van Garderen e Pantano – nel frattempo raggiunti dal basco Jon Izagirre e dal russo Sergej Chernetski – riprendono poi il leader della corsa; in cinque vanno a giocarsi la tappa. Allo sprint Pantano la spunta su Chernetski, completando così il trionfo colombiano. Miguel Angel Lopez è il primo corridore di quella terra ad aggiudicarsi il Giro di Svizzera; con lui sul podio salgono Jon Izagirre e Warren Barguil (arrivati rispettivamente a 12” e a 18”).

Va dunque in archivio un’edizione della corsa elvetica durante la quale non ci si è mai annoiati. Merito dei protagonisti in bicicletta, certo, ma anche degli organizzatori, autori di un percorso che avrebbe meritato una considerazione ben diversa da parte degli assi del pedale; la maggior parte di questi, invece, ha scelto di optare per un Delfinato non altrettanto avvincente. L’attenzione di tutti sarà ora rivolta all’appuntamento clou del Tour de France, che partirà il 2 luglio.

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