Serie A

Serie A 2016-17, Napoli: il pagellone della stagione

Dries Mertens - Foto Antonio Fraioli

Il Napoli chiude la stagione al terzo posto, frutto 26 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte. La squadra di Sarri è quella che ha perso meno partite di tutti, ha il miglior attacco (ben 94 reti all’attivo) e, a detta di molti, ha fatto vedere il calcio più bello del torneo. Ciò che conta però è che il secondo posto se lo prende la Roma: i partenopei pagano qualche punto lasciato per strada nel girone d’andata, perché nel girono di ritorno hanno viaggiato a ritmi elevatissimi. Nel complesso si notano i pareggi con le retrocesse Pescara e Palermo e le due sconfitte su due di fronte alla rivelazione Atalanta, mentre si ricordano le splendide goleade contro Fiorentina, Torino (sia all’andata che al ritorno), Cagliari e soprattutto Bologna. Vediamo i singoli giudizi dei calciatori azzurri al termine della stagione.

Reina 6

Più leader dello spogliatoio che della difesa. Non ha mai brillato per continuità, alternando interventi strepitosi – indimenticabile quello su Perotti – ad errori banali, come quello con la Samp nell’ultima di campionato. Senza le sue amnesie improvvise il Napoli avrebbe avuto qualche punto in più.

 

Rafael SV

Soltanto due gettoni stagionali per il vice Reina, uno in campionato e uno in Coppa Italia. Troppo poco per poter giudicare.

 

Koulibaly 8

Il gigante senegalese smentisce lo scetticismo iniziale e diventa una pedina fissa nello scacchiere di Sarri. Insuperabile nell’uno contro uno e disinvolto palla al piede, è maturato sia nell’aspetto tecnico che in quello tattico: nel nostro campionato è tra i migliori nel suo ruolo.

 

Albiol 7.5

Partner fisso di Koulibaly, l’esperto difensore spagnolo guida la difesa partenopea fino alla medaglia di bronzo: soltanto i reparti arretrati di Juventus e Roma (un solo gol subito in meno) hanno fatto meglio. Non è un caso che quando lui è mancato, il Napoli ha incassato di più.

 

Maksimovic 5.5

In campionato è sceso in campo soltanto otto volte e quando lo ha fatto non ha mai convinto a pieno. Il centrale serbo è stato utilizzato poco e pagato tanto, ma la qualità e la giovane età giocano dalla sua parte.

 

Chirches 7

Neanche lui parte titolare nelle gerarchie, ma nel corso dell’anno riesce a ritagliarsi uno spazio importante. Il rumeno colleziona più di mille minuti e sfrutta al meglio le occasioni a disposizione per dimostrare il suo valore: sorprende in positivo.

 

Tonelli SV

Soltanto tre presenze per l’ex Empoli, impreziosite però da due goal. Più che difensore centrale, sembra l’arma in più per scardinare la difesa avversaria quando la situazione si fa difficile.

 

Hysaj 7

L’albanese che Sarri nel 2015 portò con sé da Empoli non brilla di luce propria, ma nella macchina Napoli è uno degli ingranaggi inamovibili. Fa della costanza il suo punto di forza: le innumerevoli sovrapposizioni lungo l’out di destra rendono la sua stagione più che positiva.

 

Ghoulam 8

In Italia sono pochissimi i terzini sinistri affidabili come lui. Anche se predilige la fase offensiva che gli riesce benissimo per caratteristiche, quest’anno l’algerino ha fatto vedere grandi progressi anche in fase difensiva.

 

Strinic 6

Sufficienza pulita per l’esterno croato. Quando è stato chiamato in causa si è sempre limitato a svolgere il compitino, ma il suo contributo in fase difensiva è stato d’aiuto.

 

Maggio SV

Soltanto sette presenze in campionato. I tempi di Mazzarri sono lontani, ora il vice campione d’Europa (era il 2012) viene utilizzato per far rifiatare Hysay.

 

Jorginho 7

Stagione solida per l’ex Hellas, che però non è più un punto fermo dell’undici titolare come lo era due stagioni fa. La qualità nel fraseggiare e nel costruire l’azione è sempre la stessa, ma la concorrenza con Diawara, più prezioso in fase di non possesso, gli ha fatto perdere un po’ di terreno.

 

Diawara 6.5

Il guineano classe ’97 ha sorpreso un po’ tutti, sicuramente anche Sarri stesso. Gioca con una sicurezza disarmante e ed è riuscito a ritagliarsi momenti importanti, come il doppio confronto in Champions con il Real. Ha bruciato le tappe con una rapidità incredibile.

 

Hamsik 8

È tornato definitivamente l’Hamsik ammirato nei suoi primi anni al Napoli. Il capitano partenopeo è il centro nevralgico della squadra: è abile nell’interdizione ed eccezionale quando c’è da giocare in verticale. Con dodici reti è tornato anche a figurare spesso in zona gol. È lui il vero leader di questa squadra.

 

Allan 6.5

Inizio di stagione difficile per il brasiliano, che dopo una grande annata ha perso la maglia da titolare. Ma nel lungo periodo è apparso in netta crescita e si è guadagnato sempre più spazio a suon di corsa e prestazioni generose: il Napoli ha ancora bisogno di lui.

 

Zielinski 7

Uno dei migliori prospetti dell’intero campionato: non a caso il classe ’94 è stato sfornato dalla fucina Udinese. Quest’anno è cresciuto tantissimo sotto tutti gli aspetti, Sarri con lui ha fatto davvero un ottimo lavoro. È stato una sorta di riserva di lusso, chissà se lo sarà ancora oppure no. Patrimonio vero.

 

Rog SV

Utilizzato col contagocce nel girone di andata, l’ex Dinamo Zagabria trova più spazio nella seconda parte di stagione. Dare un giudizio sembra affrettato, anche se le qualità del ragazzo sono sembrate incoraggianti.

 

Giaccherini SV

Disputa un grande Europeo in Francia e il Napoli si convince dell’affare, ma alla corte di Sarri vede il campo molto poco. Per caratteristiche è il classico giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero: quando viene gettato nella mischia sa sempre come comportarsi.

 

Callejon 8.5

Con 14 reti raddoppia il bottino della stagione precedente e trova anche il tempo di realizzare più assist. I suoi goal hanno sempre quel tocco di spettacolarità che rende giustizia al gioco sarriano: vedere per credere l’ultima rete dell’anno rifilata alla Sampdoria. Lo spagnolo segna tanto ma sa anche essere utilissimo a livello tattico: la catena con Hysaj funziona alla perfezione e l’intesa con Mertens e Insigne è da stropicciarsi gli occhi.

 

Insigne 9

Lo scugnizzo parte leggermente a rilento, ma poi si rifà con gli interessi. Il binomio accelerazione-tecnica rappresenta il cocktail perfetto di un’ala offensiva, ruolo che lui ricopre con una naturalezza impressionante. Il suo destro ha una sensibilità unica e realizza gol mai banali: quando la palla arriva tra i piedi di Insigne, non sai mai quello che succederà dopo.

 

Mertens 9.5

Higuain chi? Il belga non prende 10 perché la perfezione non esiste, anche se la sua stagione ci si avvicina moltissimo. Reinventato da Sarri un po’ per necessità, si prende il ruolo di falso nueve e non lo lascia più realizzando la bellezza di 28 reti: nei suoi scarsi 170 cm si nasconde una delle migliori punte centrali della Serie A. Il Napoli se lo gode e lo blinda fino al 2020: con uno così si può davvero pensare in grande.

 

Milik 6

Voto sulla fiducia. Non era semplice raccogliere l’eredità di Higuain, il polacco arriva e segna quattro reti in campionato e tre in Champions. I tifosi napoletani si sfregano le mani, ma poi l’infortunio in nazionale rovina tutto, Mertens escluso. A proposito: chi dei due sarà il titolare l’anno prossimo?

 

Pavoletti 5.5

Doveva essere il sostituto di Milik, è diventato il sostituto del sostituto di Mertens. Nella prima parte di stagione con la maglia rossoblù del Genoa ha fatto la fortuna di tanti fantallenatori, che poi si sono ricreduti da gennaio in poi. Il centravanti livornese a Napoli non è riuscito a confermarsi: forse non ha neanche avuto una reale opportunità.

 

Sarri 9

Perde Higuain e saluta subito anche il sostituto Milik. Nessun problema: il tecnico toscano estrae dal cilindro l’intuizione dell’anno e piazza Mertens tra Insigne e Callejon. Il suo gioco palla a terra e dinamico, costruito per vincere e divertire, gli è valso la Panchina d’oro. Le sue idee sono la vera forza di questo Napoli che stupisce per qualità del gioco e risultati: il terzo posto sta un po’ stretto, ma se queste sono le basi la prossima stagione sarà tutta da gustare.

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