Lazio-Roma, il derby delle rivelazioni: Milinkovic e Perotti a confronto

di - 30 novembre 2016
  • Sergej Milinkovic-Savic - Foto Antonio Fraioli
  • Diego Perotti - Roma 2016/2017 - Foto Antonio Fraioli

Ancora un paio di giorno e la Capitale si fermerà per qualche ora. Le strade del centro in cui si respira già l’aria del Natale accoglieranno solo qualche turista ‘ateo’, i semafori saranno orfani di clacson assordanti e schiamazzi, tra i vicoli di Roma aleggeranno le voci dirompenti delle telecronache. ‘Daje Roma daje‘ e ‘Forza Lazio‘ si alterneranno quasi ad intervalli regolari. C’è chi sul divano sbraita, urla, incrocia le dita, chiude gli occhi, prega un Dio a cui magari non si è mai rivolto. Poi, c’è chi segue la partita in religioso silenzio, senza pronunciarsi, con le mani che sudano come se fosse agosto e osserva il cronometro, lo scorrere inesorabile del tempo. Infine, c’è il tifoso professante, quello che si mette in macchina munito di sciarpa, cappello, entusiasmo e cuore: direzione Stadio Olimpico, si gioca il DERBY.

Non è una partita come le altre e non lo sarà mai, non è retorica: i romani lo sanno bene. Esce il calendario della stagione e cosa va a vedere il tifoso capitolino? La data del derby, è così scontato. Scontato come gli sfottò, l’ansia e l’adrenalina che anticipano questa sfida.

Ci siamo, domenica 4 dicembre alle ore 15:00 l’Olimpico farà da palcoscenico allo spettacolo più atteso dell’anno. Sarà Lazio-Roma, i biancocelesti se la giocheranno ‘in casa’. Quest’anno la posta in palio è alta: è solo un punto, infatti, a separare l’una dall’altra. Sfida nella sfida, è uno gara che sa già di Champions League. Questo non fa altro che far salire la temperatura e la pressione in campo e sugli spalti.

Roma più tecnica e spietata, Lazio più razionale e scrupolosa. Spalletti carica la squadra e crede nelle loro palesi potenzialità. Inzaghi, il generale silenzioso che non ti aspetti, ha insegnato ai suoi ragazzi, che lo seguono come discepoli, la filosofia del ragionare partita dopo partita. La Roma ha trovato in Diego Perotti il rigorista perfetto, la Lazio in Milinkovic-Savic il perfetto elemento di congiungimento tra retroguardia e attacco.

Otto gol in tre mesi e mezzo, velocità, fantasia e precisione al servizio di una squadra, Diego Perotti in pochissimo tempo si è preso la Roma. E’ senz’altro il miglior acquisto della stagione e i numeri lo confermano, è diventato uno dei punti fermi per Spalletti. Insieme a Salah è il nemico numero uno delle difese avversarie. Dzeko è il finalizzatore per eccellenza ma Perotti corre e scalpita lungo la fascia avendo quasi sempre la meglio su chi ha l’arduo compito di fermarlo, obbligando spesso il difensore a commettere il fallo in ritardo su di lui. Insomma, l’argentino con la maglia giallorossa sembra aver trovato la giusta dimensione.

Dall’altra sponda del Tevere ad aver fatto breccia nei cuori dei tifosi, invece, è quel gigante buono di Milinkovic-Savic: un metro e novantadue di tecnica e tenacia. Il serbo, che ha solo ventun anni ma partita dopo partita dimostra di avere una confidenza con il campo e una personalità che alcuni veterani se la sognano, ha letteralmente stregato Simone Inzaghi. Non c’è dubbio, è uno dei biancocelesti più temuti: non a caso su di lui ci sono almeno due, spesso anche tre, uomini a marcarlo. Impeccabile nel gioco aereo , è l’uomo in più della Lazio che può essere fatale in entrambe le fasi. Non ci credete? Chiedete ai rosanero.

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