Lega A, il commissario Tavecchio si mette al lavoro: “Ma non mettetemi fretta”

di - 21 aprile 2017
Carlo Tavecchio e Marcello Nicchi, foto Sportface.it

Mancava soltanto l’ufficialità ed è arrivata oggi dal Consiglio federale, tra l’altro all’unanimità: Carlo Tavecchio è il commissario straordinario della Lega di Serie A, incapace di rinnovare le proprie cariche per il quadriennio 2017-2020.

Nessuna sorpresa, dunque: a dispetto delle obiezioni ricevute dal ministro dello Sport Luca Lotti e dal presidente del Coni Giovanni Malagò, Tavecchio ha deciso di andare avanti per la propria strada e avocare a sé il compito di traghettare una Serie A spaccata in due. E lo ha fatto con “grande orgoglio” per la decisione unanime del Consiglio federale e non senza qualche frecciata polemica verso gli interlocutori istituzionali, in particolare il presidente del Coni che oggi ha chiesto un commissariamento “il più breve possibile”.

I miei incarichi devono essere sempre brevi e pratici, ho duemila controllori sulla testa – ha osservato Tavecchio – Il commissariamento sarà breve se possibile, ma se la gattina fa tutto in fretta i figli nascono ciechi. Se in pochi mesi chiudiamo la partita siamo tutti felici perché io, Uva e gli altri abbiamo già altre problematiche da risolvere. Nessuno di noi ha cercato questa situazione, non mi sono svegliato stamattina sperando di fare il commissario: vogliamo fare in fretta ma dobbiamo portare dei risultati, perché la Lega di A produce la ricchezza per tutto il sistema”.

Malagò e Lotti “non sono nemici, ha comunque tenuto a sottolineare Tavecchio, che ha deciso di mettere al suo fianco ancora una volta il direttore generale della Figc Michele Uva per la parte amministrativa della Lega e l’avvocato Paolo Nicoletti, “nomina condivisa con il Coni”, per la parte giuridica.

L’obiettivo del nuovo commissario straordinario, investito del compito per sei mesi (almeno per il momento), è duplice: riformare la governance, discussione già avviata in Lega, e mettere mano all’articolo 19 dello statuto sulla ripartizione dei diritti tv, con le piccole squadre a chiedere una distribuzione più equa delle risorse. “La mia sarà una gestione ordinaria – ha sottolineato Tavecchio – Cercherò di coagulare gli interessi di tutti. Costituiremo una commissione di competenti giuristi per la riforma dello statuto, uno dei punti dai quali non è possibile prescindere”.

Intanto, come primo atto del nuovo quadriennio, Tavecchio ha anticipato l’introduzione della Var alla prossima stagione di Serie A, Ifab permettendo: “Abbiamo già incassato l’ok del presidente Fifa Gianni Infantino – ha rivelato il numero uno della Figc – Saremo i primi al mondo con Germania e Olanda”. Un bel successo per il calcio italiano, che però non sarà rappresentato nella Giunta del Coni, l’organo di governo dello sport, per la prima volta dopo 57 anni: Ho deciso di non candidarmi dopo aver parlato con il presidente Malagò – ha spiegato Tavecchio – Mi sembrava normale che il calcio fosse rappresentato in Giunta, ma lui mi ha spiegato che la questione era complicata”. Sbrogliare i nodi della Lega di Serie A non sarà certo più semplice.

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